Comunicare lavoro: Lavorare gratis? Parliamone.

Lavorare gratis. Alcuni rispondono “perché?”, alcuni rispondono “sei matta?!?!”, alcuni rispondono “tutto fa curriculum” altri invece direttamente non rispondono.

Annosa, dannosa e spinosa è la questione ed in questo post mi piacerebbe affrontarla per capire quando e se sia giusto lavorare senza ricevere un compenso.

Anzitutto la premessa.
Tutto dipende dall’esperienza, purtroppo chi non ha maturato una grande esperienza è disposto anche a scendere a compromessi. E qualsiasi tipo di annuncio lavorativo te la chiede la benedetta esperienza. Ma se nessuno ci da mai la possibilità di costruirla passo passo, come poterla ottenere? La risposta sembra un’incognita pari solo a qualche domanda esistenzialista tipo “da dove veniamo?”, “com’è nata la Terra?”, “che tipo di abbronzante ha usato Roberto Carlino prima di registrare i suoi famosi spot pubblicitari?”

Perchè pagare allora? La mia risposta è molto personale, ma credo possa accomunare molti di voi. Per apprendere nozioni che poi metto in pratica nei miei progetti, di soldi io ne ho spesi un sacco. E non solo. Le notti insonni passate a studiare, i corsi, gli incontri e gli eventi a cui ho partecipato, attacchi d’ansia la mattina degli esami, ore spese a valutare ogni dettaglio. Perché per lavorare bene, nulla dev’essere lasciato al caso. Queste cose forse non vengono mai ben valutate.

Lavorare gratis NO.
Soprattutto in ambiente universitario, si cade spesso nel tranello lavoro per opportunità. Ma soffermiamoci a pensare bene, per un attimo a questo aspetto. Personalmente quando lavoro lo faccio sempre e comunque con grande impegno. Questo mi costa tempo non solo risorse. Anzi, il fatto di non avere avuto esperienza mi rende ancora più meticolosa e desiderosa di fare bene. Pagare meno, magari con un rimborso spese, SI. Non pagare, NO! Ed è colpa non solo di chi lo propone, ma anche di chi lo accetta. Perché tutto questo genera anche un circolo vizioso senza fine (grazie ad Annarita). Ad ogni bene o servizio corrisponde una ricompensa. Un fruttivendolo che non conoscete vi ha mai regalato tutte le sue mele? (Forse quelle marce!)

Lavorare gratis FORSE.
Tuttavia però ci sono occasioni in cui il lavoro senza ricompensa potrebbe anche essere valutato. Se il mio lavoro potesse avere sbocchi futuri, potesse aiutarmi con la mia formazione o la collaborazione con una grossa azienda fosse davvero importante per il mio curriculum allora sì, ma limitatamente. Perché altrimenti il nostro percorso personale perderebbe di valore, come la nostra posizione. Su questo punto mi piacerebbe rimandarvi a questo post (ed alla discussione che ne è scaturita) di Riccardo Esposito.

Lavorare gratis SI.
Mai.

Perché alla fine dei conti “nessun pasto è gratis” e lavorare sul web è una cosa seria. Fatelo presente prima a chi vi propone di collaborare.

E voi cosa ne pensate?

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3 thoughts on “Comunicare lavoro: Lavorare gratis? Parliamone.

  1. Grazie per la citazione. A parte questo, tutte le collaborazioni vanno retribuite. Se la retribuzione è la visibilità, meglio chiedere garanzie: chi c’è dietro? Chi ci guadagna di più da questo progetto? In una parola: occhi sempre ben aperti!

    • Annarita come darti torto?
      Ne parlavamo ieri infatti.. il lavoro gratuito genera altro lavoro gratuito e l’assunzione sembra essere solo una chimera.
      Ma la domanda è: finirà mai il famoso circolo vizioso?!?

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