Forse sbagliano i vegetariani?

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Girovagando tra i vari social, ma anche per strada ed in televisione mi trovo spesso dinanzi a questioni animaliste di ogni tipo, forma, specie. Prima di introdurmi ad affrontare un tema così delicato premetto che sono una vegetariana convinta da quasi 9 anni, e mi prodigo da sempre con amore e devozione per la salvaguardia della specie animale e più in generale per tutto ciò che non ha “voce” in capitolo.

Visto che sul blog ho deciso di occuparmi di comunicazione, mi piacerebbe analizzare oggi come avviene la comunicazione degli attivisti vegani/vegetariani che cercano di inibire il consumo della carne. Causa molto nobile e spinosa che però spesso finisce non solo per essere ignorata, ma anche aspramente criticata.

A mio parere l’errore sta nella campagna fatta di critiche e insulti nei confronti di chi consuma carne. Una causa giusta viene resa da questo tipico atteggiamento come un’ostentazione, una forzatura che la rende tristemente una battaglia di genere già persa in partenza. Vegani/Vegetariani da una parte Onnivori dall’altra. Non credo, personalmente che elevarsi al di sopra di chi non ha raggiunto una certa consapevolezza sia la “strada”. Farò un po’ il buon samaritano della situazione ma non si risponde alla violenza con la violenza. E allora, proviamo a giocare d’astuzia. Quando ero un’adolescente e volevo convincere mio padre a darmi il suo consenso per cose su cui sapevo non fosse d’accordo, non gli davo certo contro, anzi, facevo un po’ la “ruffiana”. L’accusa, come l’intolleranza generano allontanamento. Che, sia chiaro, può non essere allontanamento dal problema, bensì da coloro che lo sostengono.

Io proporrei meno campagne dell’orrore/terrore e più valide alternative. Da questo punto di vista si dovrebbe imparare dalla pubblicità commerciale. Provate ad immaginarvi ad esempio di dover sponsorizzare una merendina. Non iniziereste mai criticando tutti coloro che non l’hanno ancora provata, piuttosto ne esaltereste le qualità, facendo capire al consumatore che voi lo considerate un consumatore intelligente, e che non può non avere ancora provato il vostro prodotto.

Ricordatevi di voi, di voi stessi che adesso accusate con ferocia chi non rispetta le vostre idee. Il fatto è che quasi nessuno nasce vegano/vegetariano, siamo figli di una cultura che la carne la impone. Ricordatevi quando mangiare la carne non era un grosso problema e magari lo facevate con gusto. Sì, vi dispiaceva per il vitello o per il maialino, ma continuavate a farlo. Non tutti hanno la stessa sensibilità nelle stesse cose. Ma soprattutto, ricordiamo che diventare vegetariani è un percorso difficile da intraprendere per chi nasce con abitudini alimentari e culturali radicate.

Continuare a lottare sì, sempre, ma senza scendere a livelli primitivi. Abbiamo sviluppato un intelletto sopraffino, utilizziamolo ed ottimizzeremo i risultati..(si spera!)

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